Il Modello delle Intelligenze Relazionali©

Nel corso degli ultimi decenni, la crescente complessità dei sistemi sociali e organizzativi ha reso sempre più evidente un limite degli approcci tradizionali allo studio dell’intelligenza: la tendenza a considerarla come una proprietà dell’individuo, misurabile e stabile nel tempo.

In una prospettiva complessa, tuttavia, l’intelligenza non può essere compresa isolando la persona dal sistema di relazioni in cui agisce. Le nostre azioni, le nostre decisioni e persino il modo in cui interpretiamo la realtà emergono sempre all’interno di una trama relazionale. L’intelligenza non è dunque soltanto una competenza individuale, ma una capacità che prende forma nella relazione.

Da questa prospettiva nasce il Modello delle Intelligenze Relazionali, sviluppato da Marinella De Simone e Dario Simoncini. Il modello propone di interpretare l’intelligenza come un sistema complesso di capacità emergenti, che si attivano con intensità diverse a seconda delle situazioni e delle dinamiche relazionali in cui siamo coinvolti.

Il modello distingue due livelli fondamentali di relazione:

  • il livello interpersonale, che riguarda le relazioni tra le persone
  • il livello ecosistemico, che riguarda le relazioni tra le persone e i contesti più ampi in cui agiscono. 

Ogni livello è formato da una coppia di intelligenze relazionali: due intelligenze per il livello interpersonale, quella Emotiva e quella Sociale, e due intelligenze per il livello ecosistemico, quella Percettiva e quella Coevolutiva. 

Le prime due riguardano il modo in cui comprendiamo e gestiamo le relazioni con gli altri. Le seconde riguardano la capacità di leggere le dinamiche dei contesti, riconoscere i mutamenti in atto e orientare l’azione nel tempo. Queste intelligenze non agiscono mai isolatamente: si combinano tra loro in modi diversi a seconda delle situazioni, dando origine a differenti modelli emergenti di azione.

In questa prospettiva, diventare più efficaci nelle relazioni non significa semplicemente sviluppare nuove competenze, ma imparare a riconoscere quale combinazione di capacità relazionali sia più adeguata in una determinata situazione.

È proprio su questo principio che si fonda il percorso formativo Complexity Soft Skills, che propone un lavoro di sviluppo e sperimentazione delle diverse forme di intelligenza relazionale.

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