Modalità didattica blended
Executive Master in Complexity Management with GenAI
VI Edizione – Ottobre 2026 / Aprile 2027
La modalità didattica blended dell’Executive Master in Complexity Management with GenAI nasce da una scelta precisa: offrire continuità, profondità e accompagnamento lungo tutto il percorso, senza rinunciare alla forza dell’incontro diretto e alla qualità delle relazioni che si costruiscono in presenza.
Il Master si sviluppa prevalentemente online, attraverso moduli sincroni che permettono ai partecipanti di seguire le attività da luoghi diversi, mantenendo però una forte intensità di interazione con i docenti, i facilitatori e il gruppo. La presenza online non viene pensata come semplice erogazione a distanza di contenuti, ma come spazio di apprendimento vivo, partecipato e continuativo, in cui le persone possono dialogare, confrontarsi, sperimentare e costruire progressivamente una comunità di ricerca e di pratica.
Accanto ai moduli online, il percorso prevede momenti in presenza pensati per consolidare l’esperienza, rafforzare le relazioni, condividere i progetti e dare forma conclusiva al lavoro svolto. L’incontro fisico non è quindi un elemento accessorio, ma una parte importante della metodologia: consente di intensificare il dialogo, valorizzare la dimensione corporea e relazionale dell’apprendimento, dare spazio alla restituzione finale dei percorsi personali e di gruppo.
Una didattica per attraversare la complessità
Studiare la complessità non significa soltanto acquisire concetti, modelli o strumenti. Significa entrare in un processo di trasformazione dello sguardo, del linguaggio e dell’azione. Per questo la metodologia del Master alterna momenti teorici, laboratori, conversazioni, pratiche riflessive, testimonianze, lavori individuali e attività di gruppo.
Le lezioni magistrali introducono i partecipanti ai principali riferimenti della teoria della complessità e agli strumenti necessari per riconoscere le caratteristiche delle diverse situazioni organizzative, sociali e relazionali. Ogni tema viene affrontato non solo dal punto di vista concettuale, ma anche nella sua possibile applicazione concreta, affinché il sapere possa diventare capacità di lettura, discernimento e intervento.
I trigger didattici accompagnano e completano le lezioni, sollecitando i partecipanti a interrogarsi su quanto emerso, a collegarlo alla propria esperienza professionale e a trasformarlo in oggetto di riflessione personale e condivisa. L’apprendimento non si esaurisce quindi nel momento della docenza, ma continua nel lavoro di rielaborazione, confronto e applicazione.
Laboratori, dialogo e pratiche esperienziali
La metodologia del Master integra costantemente teoria e pratica. I laboratori permettono di sperimentare metodi, strumenti e approcci utili per leggere e affrontare situazioni complesse, passando dall’elaborazione concettuale alla pratica operativa.
Gli Experience Labs offrono ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con esperienze, casi e contesti applicativi differenti, portati da professionisti, manager, esperti e studiosi che hanno affrontato concretamente situazioni ad alta complessità. In questo modo, la complessità non resta un concetto astratto, ma viene osservata attraverso storie, decisioni, dilemmi, tensioni e pratiche reali.
I Complexity Talks ampliano ulteriormente il campo di esplorazione, introducendo prospettive interdisciplinari e punti di vista differenti. La diversità degli sguardi è parte essenziale dell’approccio complesso: consente di uscire da letture troppo ristrette, di riconoscere connessioni inattese e di sviluppare una maggiore sensibilità verso le interdipendenze tra fenomeni.
Circle meeting e apprendimento tra pari
Un elemento centrale della metodologia è rappresentato dai momenti di confronto tra pari. I Circle Meeting, i Coffee Break e i gruppi di conversazione peer-to-peer favoriscono la costruzione di uno spazio relazionale nel quale i partecipanti possono condividere domande, intuizioni, difficoltà, risonanze e possibilità d’azione.
Nel Master, il gruppo non è soltanto un insieme di persone che seguono lo stesso percorso. È una risorsa conoscitiva. Ogni partecipante porta con sé esperienze, linguaggi, contesti professionali e sensibilità differenti. Questa varietà diventa parte integrante dell’apprendimento, perché consente di osservare le situazioni da angolature diverse e di sviluppare una comprensione più ricca dei fenomeni.
Il confronto tra pari aiuta anche a trasformare quanto appreso in impegno concreto. Dopo ogni modulo, i partecipanti sono invitati a interrogarsi su come portare nella propria realtà professionale e personale ciò che hanno sperimentato, affinché il percorso non rimanga confinato all’aula, ma generi effetti reali nei contesti di appartenenza.
Conversazioni con GenAI
La VI edizione del Master integra in modo organico l’interazione con l’Intelligenza Artificiale Generativa. La GenAI non viene introdotta come semplice strumento tecnico, né come scorciatoia per produrre risposte più rapide. Viene proposta come interlocutore metodologico, capace di stimolare domande, ampliare prospettive, mettere alla prova ipotesi e sostenere processi di sensemaking.
Le conversazioni con GenAI permettono ai partecipanti di sperimentare una nuova forma di apprendimento dialogico. Interagire con un’intelligenza artificiale generativa significa imparare a formulare meglio le domande, a riconoscere i propri presupposti, a valutare criticamente le risposte, a distinguere ciò che è utile da ciò che è solo plausibile, a utilizzare la tecnologia come occasione di approfondimento e non come sostituzione del pensiero.
All’interno del Master, la GenAI viene quindi utilizzata per rafforzare il pensiero complesso, non per ridurlo. Aiuta ad aprire scenari, generare alternative, esplorare situazioni, interrogare modelli interpretativi e costruire nuove possibilità di azione. Il suo valore non sta nel semplificare la complessità, ma nel contribuire ad aumentare la nostra capacità di abitarla con maggiore consapevolezza.
Project work personale e gruppo di progetto
Durante il percorso, ogni partecipante sviluppa un progetto personale, collegato ai propri interessi, al proprio contesto professionale o alle proprie domande di ricerca e di intervento. Il progetto rappresenta uno spazio di applicazione concreta dell’approccio di complessità elaborato nel Master.
Il lavoro individuale è accompagnato dal confronto con un gruppo di progetto. Questa dimensione cooperativa consente di ricevere stimoli, suggerimenti, domande e punti di vista differenti, aiutando ciascuno a chiarire meglio la propria idea, arricchirla e trasformarla progressivamente in una proposta più solida e applicabile.
Il project work permette così di finalizzare l’apprendimento, traducendo concetti, metodi e strumenti in possibilità d’azione. Non si tratta di produrre un esercizio conclusivo, ma di costruire un ponte tra il percorso formativo e i contesti reali nei quali i partecipanti sono chiamati ad agire.
Un apprendimento accompagnato
La metodologia del Master prevede un accompagnamento costante da parte dei docenti-facilitatori, che seguono l’intero percorso e coordinano le attività didattiche e laboratoriali. Questa presenza continuativa consente di mantenere coerenza tra i diversi moduli, di sostenere il gruppo, di favorire collegamenti tra i contenuti e di accompagnare i partecipanti nel processo di trasformazione.
Tutte le lezioni sono registrate e rese disponibili in una repository dedicata, insieme a materiali, documenti di studio e lettura. È inoltre prevista un’area di discussione e confronto, nella quale i partecipanti possono porre domande, condividere riflessioni, chiedere supporto e continuare il dialogo anche al di fuori dei momenti sincroni.

Per ricevere la brochure, scrivici a:
complex.institute@gmail.com
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